

And it was empty
Spettacolo di danza contemporanea con apertura della residenza artistica di Ekaterina Shushakova e Anna Ozerskaia.
Questo progetto è un dialogo performativo tra due artiste che esplora la costruzione dell’identità femminile contemporanea, la frammentazione della memoria e la dualità tra l’apparire e il sé autentico.
Il progetto si configura come un’indagine profonda sul modo in cui le storie, i vissuti e le identità umane vengono costruiti, decostruiti e costantemente reimmaginati attraverso la forza del movimento e della presenza scenica.
Al centro della ricerca vi è il corpo, inteso come un archivio vivente capace di custodire, elaborare e trasformare l’esperienza e i ricordi più intimi. Intrecciando le biografie personali delle artiste, le loro pratiche corporee e una rigorosa riflessione concettuale, l’opera riesce a superare il dato privato per toccare una dimensione universale.
Questa indagine si radica in modo viscerale nell’identità femminile, esplorando la complessità dell’essere donne, madri e creatrici oggi. Attraverso simboli dal denso impatto fisico ed emotivo — come l’uso delle parrucche, che interrogano il confine tra la maschera e la salvaguardia del sé, e la sfida dei tacchi alti, emblema dell’assurdità e della fatica del multitasking contemporaneo — la performance mette a nudo la resilienza e la grazia necessarie per abitare questi ruoli.
Lontano dall’offrire una narrazione lineare o una rassicurante risoluzione catartica, lo spettacolo sceglie deliberatamente di abitare il confine tra frammentazione e coerenza, facendo dialogare la memoria dei singoli con lo spazio condiviso del teatro. Il pubblico viene così accolto in un luogo in cui l’identità resta fluida e in divenire, dove ogni minimo gesto è intriso di vita vissuta e dove il vuoto smette di essere percepito come una mancanza per rivelarsi, al contrario, come un terreno fertile e generativo.

